GIN ROSA è
STORIA e VINTAGE !

GIN ROSA è
STORIA e VINTAGE !

Il GIN ROSA è un
Locale storico d’Italia

Il GIN ROSA è un
Negozio storico della Lombardia

Locale storico d’Italia

Il GINROSA è una vera e propria istituzione milanese, un pezzo della Milano storica, un caposaldo della città dal 1820. Il GINROSA è uno dei pochi locali autentici di Milano, un angolo protetto ideale per una pausa al di fuori dal frastuono del centro città.

Nacque come “bottiglieria del Leone nella splendida “Casa Veneziana” di piazza San Babila che i milanesi, contrari alla Pace di Villafranca (seconda Guerra d’Indipendenza) dedicarono nel 1860 all’irredenta Venezia, che restava austriaca.

Prima “Caffe Canetta” e poi “Donini”, è da sempre punto d’incontro della bella società milanese, dello storico aperitivo “GINROSA. Qui sono passati i più importanti nomi della Scapigliatura e tutti i sindaci di Milano.

IL GINROSA, di produzione esclusiva, è tutelato attraverso la registrazione come marchio depositato a livello internazionale.

Un pezzo di storia che ci riguarda …

Ritratti di Oleggesi

IL “GINROSA” DI ANNUNCIATA BOURNÈ

Durante gli anni Venti del Secolo scorso, la centrale via di Oleggio, che collega Piazza Martiri con Via Santa Maria, fu intitolata alla memoria della signora Annunciata Bournè. I motivi che spinsero l’Amministrazione comunale di quel tempo a intitolare una via per ricordare questa concittadina da poco scomparsa, furono rilevanti ed è doveroso, sia pure in sintesi, riproporli all’attenzione degli Oleggesi, molti dei quali ignorano i meriti caritatevoli da lei acquisiti nei confronti della nostra Comunità. Annunciata Bournè fu un’importante benefattrice per la quale il legame con la sua città, non venne mai meno, nonostante i lunghi periodi trascorsi lontano. Nata nel marzo 1844, dai benestanti Giovanni Bournè e Caterina Gagliardi, condusse la parte più significativa della sua operosa vita a Milano, dove, per molti anni, gestì un lussuoso bar sotto i portici di Piazza San Babila, importante luogo d’incontri e di affari della metropoli lombarda. Erano quelli gli anni in cui si andava affermando il famosissimo aperitivo Campari. Gaspare Campari, altro intraprendente novarese, nato a Cassolnuovo, partì da un bar del capoluogo per sbarcare nella grande Milano, con una valigia piena di tanta buona volontà e, soprattutto, con l’esclusiva ricetta del suo straordinario prodotto che rappresenta, ancora oggi, uno dei simboli più apprezzati nel mondo variopinto del made in Italy. Per affrontare la forte concorrenza del “rosso” aperitivo ideato dal Campari, la Bournè, con fiuto degno di un moderno esperto di marketing, ne creò uno differente e lo chiamò Ginrosa, non ‘`rosso” come il prodotto concorrente, ma di colore rosa. La folta clientela del bar di Piazza San Babila, mostrò di gradirlo molto, tuttavia, non ebbe la stessa fortuna dell’altro. Quella del Ginrosa, non fu la storia di una sconfitta commerciale, ma piuttosto la dimostrazione che la nostra conterranea aveva avuto un vero talento per gli affari: tentando di contrastare il Campari, sia pur inseguendo diversi obbiettivi, fu tra le prime persone ad intuire quale enorme possibilità di mercato recava con sé la ricetta del novarese; il resto del mondo se ne sarebbe accorto tempo dopo. I consumi e i relativi profitti con il Ginrosa. ebbero, comunque, buona sorte per molti anni e, solo in età avanzata, ceduto l’esercizio milanese, Annunciata Bournè tornò alla sua Oleggio per trascorrervi gli ultimi anni di vita. Morì in città nel 1913, lasciando un’impronta indelebile e munifica, con opere di bene in favore della cittadinanza che più ne aveva bisogno. I lasciti più sostanziosi, contenuti nel suo testamento, furono: alla Congregazione di Carità £ 3.000, all’Ospedale £ 20.000, all’Orfanotrofio Bertotti £ 6.000, all’Asilo infantile £ 8.000 e all’Ospizio Pariani £ 187.300. Il lascito in favore di quet’ultimo fu, come si nota, di entità davvero consistente e così si spiega perché all’entrata del Pariani, altra grande figura di benefattore oleggese, si trova una statua a mezzo busto che la raffigura e la ricorda. I beni lasciati, e sopra menzionati, rendono solo parzialmente onore a questa nostra generosissima concittadina al cui altruismo, Oleggio, deve infinita gratitudine.