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E’ nato, secondo alcuni, come Bottiglieria del Leone, prendendo il nome dal “Leone Veneziano”, che sta in cima alla famosa piazza. Il locale prese poi il nome di Canetta, dal gestore.

Il palazzo che ospitava il locale gestito dal Canetta era una Casa Veneziana, di cui sussistono solo riproduzioni, in quanto scomparsa, e che rappresentava un evidente omaggio alla città lagunare. Qui fu dunque aperto il “Canetta”, dall’omonimo Antonio, caffettiere di lunga esperienza, che nel locale arredato con scaffali in legno intagliato, ornato di frutti, esponeva una raffinata collezione di alcoolici, unica bevanda servita nel locale, da cui era escluso persino il caffè. Ad Antonio subentrò nel 1885 il socio Maurizio (anch’egli Canetta), essendo il cedente impegnato a gestire una propria fabbrica di liquori.

Il locale di S. Babila era dominato da una bella scultura del Sala, che raffigurava una donna nuda rinfrescata da un getto d’acqua. Il subentrato Canetta ed i suoi familiari divennero una vera e propria potenza come esercenti di pubblici locali, gestendone, a fine secolo, quasi una decina.

Il Donini, nuovo proprietario, diede un’immagine rivoluzionaria al locale, trasformandolo in un moderno Bar, dotato, come risulta dalle fotografie, di macchina per caffè e di bancone per servizio veloce. Inoltre, risulta che un suo parente fosse direttore di farmacia ed a quest’ultimo, forse maliziosamente, si attribuì la paternità della formula dell’aperitivo della Casa, la Mistura Donini. Iniziò anche la produzione di gelati, rimuovendo le vecchie scansie dei liquori. In poche parole, adattò il locale al frenetico passaggio dei nuovi e frettolosi clienti della dinamica Milano, rinunciando in parte alla clientela aristocratica precedente, che sostava volentieri e a lungo nel locale, dal quale si potevano ammirare il passaggio di carrozze e damine.

Nel 1950 il Bar Donini venne acquisito dalla famiglia Marangione, che produsse un nuovo aperitivo, destinato a diventare famoso, il GIN ROSA, da cui prende il nome l’attività di bar di quella che, nel frattempo, è divenuta Piazza San Babila.

La Famiglia Marangione ha gestito il Bar Gin Rosa fino al 1998. Nel corso di questi anni, il locale venne frequentato da persone di cultura, di spettacolo, e anche politici. Fra i tanti clienti affezionati si ricordano i Sindaci Greppi, Bucalossi, Tognoli, e molti onorevoli milanesi, tra cui il Presidente del Consiglio Bettino Craxi, già cliente dai tempi in cui sedeva a Palazzo Marino come semplice consigliere comunale.

Nel 1999 dunque, la Famiglia Marangione ha ceduto la licenza di Bar alla società GI ROSA srl, rappresentata dai Signori De Luca, che gestiscono l'attività nei nuovi locali siti all'interno della Galleria San Babila; locali che hanno conservato il ricordo del precedente arredo nella colonna d'ingresso.

 
  Galleria San Babila, 4/B
20122 Milano
Tel 02.79.48.02
Fax 02.78.06.09
info@gin-rosa.it enoteca@gin-rosa.it
   

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